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Analiti

Richiami alimentari nel 2025: cosa è successo e perché è importante

Nel 2025 si è registrato a livello globale un marcato aumento dei richiami alimentari e degli avvisi di sicurezza, favorito da normative più stringenti, tecnologie analitiche sempre più sofisticate e catene di approvvigionamento internazionali via via più complesse. Sebbene i richiami siano spesso percepiti negativamente, essi rappresentano in realtà un sistema di controllo che funziona e che tutela in primo luogo la salute dei consumatori.

La contaminazione microbiologica si è confermata la principale causa, responsabile di circa il 33 % dei richiami complessivi. Batteri patogeni come Salmonella, Listeria monocytogenes ed E. coli sono stati individuati con frequenza in carne, pollame, pesce e insalate pronte al consumo. Questi microrganismi comportano rischi sanitari significativi, soprattutto per le fasce più vulnerabili della popolazione, e derivano spesso da materie prime contaminate o da pratiche igieniche inadeguate durante la lavorazione.

Al secondo posto si colloca la presenza di corpi estranei (20 %), quali frammenti metallici, schegge di vetro o parti di plastica, rinvenuti soprattutto in alimenti trasformati come prodotti dolciari e insalate di gastronomia. Le cause principali sono generalmente riconducibili a guasti delle attrezzature o a errori nelle fasi di confezionamento.

I residui e i contaminanti chimici hanno rappresentato circa il 19 % dei richiami, con pesticidi nei prodotti ortofrutticoli freschi e ossido di etilene nelle spezie tra i fattori più ricorrenti. Allo stesso tempo, sono emerse nuove criticità, come la presenza di PFAS (“sostanze chimiche permanenti”) nei prodotti a base di carne, a testimonianza della crescente complessità della sicurezza chimica nel settore alimentare.

L’errata o incompleta indicazione degli allergeni (16 %) continua a essere un problema rilevante, spesso legato alla mancata dichiarazione di allergeni come frutta a guscio, latte o sesamo. Per le persone allergiche, anche quantità minime possono avere conseguenze gravi, rendendo l’accuratezza dell’etichettatura un elemento imprescindibile.

Infine, sostanze nocive come le micotossine — in particolare l’Ocratossina A — hanno inciso per circa il 12 % dei richiami, interessando soprattutto semi e cereali.

Le ragioni di questo incremento sono molteplici: metodi analitici sempre più sensibili consentono oggi di individuare contaminanti a concentrazioni estremamente basse, mentre la globalizzazione delle filiere aumenta i punti critici di controllo. A ciò si aggiungono una maggiore consapevolezza dei consumatori e obblighi di trasparenza più rigorosi. Il risultato è un numero più elevato di richiami, ma anche una maggiore efficacia nella prevenzione dei rischi.

Per le aziende, questi dati evidenziano la necessità di rafforzare i sistemi di controllo qualità, gli audit sui fornitori e le soluzioni digitali di tracciabilità. Per i consumatori, rappresentano invece un invito a mantenersi informati e a consultare con regolarità le piattaforme ufficiali di allerta.

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