In Prodotti ittici, Residui

La contaminazione da antibiotici dei gamberetti non è una novità ma con l’ultimo richiamo in Germania, l’argomento è tornato di nuovo in prima pagina. Dovresti quindi smettere di mangiare gamberetti?

La notizia che la catena di supermercati tedesca REWE ha richiamato i propri gamberetti “ja! King Prawns ” a causa di residui di antibiotici è apparsa in numerosi media. Tuttavia, questo non è un caso isolato: i prodotti alimentari sono soggetti a controlli a campione per la ricerca di possibili contaminazioni da antibiotici durante l’esportazione e l’importazione – e gli ispettori effettuano regolarmente accertamenti. Solo quest’anno, il RASFF ha già pubblicato 26 notifiche relative ai residui di antibiotici nel pesce e nei frutti di mare. La maggior parte dei casi riguardava nitrofurano o cloramfenicolo; più raramente, sono stati trovati residui di ossitetraciclina, sulfadiazina, sulfametossazolo o trimetoprim.

Come fanno ad esserci antibiotici nei gamberetti?

A livello mondiale, la richiesta di gamberetti e altri frutti di mare è notevolmente aumentata negli ultimi decenni. Le risorse naturali non sono affatto sufficienti per soddisfare le domande. Pertanto, si coltivano frutti di mare negli acquedotti. Questa cosiddetta acquacoltura è un allevamento intensivo in cui un grande numero di animali viene tenuto in piccoli spazi, rendendoli più inclini alle malattie. Al fine di preservare la loro salute, oltre a garantire la produzione e aumentare i raccolti, si utilizzano antibiotici su larga scala

Gamberetti: dal lusso al prodotto di massa

In Germania, viene importato fino al 90% dei prodotti ittici. I gamberetti per il mercato tedesco provengono quasi esclusivamente dall’acquacoltura in Asia.

Qual è la situazione legale?

In acquacoltura sono spesso somministrati antibiotici quali il cloramfenicolo ed i nitrofurani. Tuttavia, il loro uso nell’Unione Europea e in molti altri paesi è illegale, poiché anche livelli di residui molto bassi rappresentano un rischio per la salute dei consumatori. Per il cloramfenicolo, nell’Unione Europea si applica la tolleranza zero; i sistemi analitici devono mostrare un limite di prestazione minimo richiesto (MRPL) di 300 ng/kg (rapidp promemoria, 1 ng è la miliardesima parte di un grammo). Il test ELISA RIDASCREEN® Chloramphenicol (Art. No. R1511) ha un limite di rilevazione di 8 ng/kg in gamberetti e fornisce quindi una sensibilità notevolmente inferiore a quanto richiesto dalla normativa Europea.

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