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Trasferimento dell’aflatossina M1 nel latte e nei formaggi
L’aflatossina M1 è un metabolita dell’aflatossina B1 che può essere trasferito nel latte a seguito dell’ingestione di mangimi per animali contaminati. Per questo motivo esistono controlli rigorosi sui livelli di aflatossina B1 nei mangimi per animali, con l’obiettivo di minimizzare la contaminazione nella filiera lattiero-casearia.
La normativa europea stabilisce un limite massimo di 0,05 µg/kg per l’aflatossina M1 nel latte crudo, nel latte trattato termicamente e nel latte destinato alla produzione di prodotti lattiero-caseari.
L’attenzione verso la contaminazione da aflatossine nella filiera lattiero-casearia è elevata, in quanto la presenza di aflatossina M1 rappresenta un rischio per la sicurezza alimentare e per la conformità normativa.
Trasferimento dell’aflatossina M1 nei prodotti lattiero-caseari
Negli ultimi anni, numerosi studi hanno analizzato il trasferimento dell’aflatossina M1 in prodotti a base di latte come burro, panna e yogurt. Tuttavia, l’interesse principale si concentra sui formaggi, dove i livelli di aflatossina M1 possono aumentare con l’incremento della sostanza secca, passando dai formaggi molli a quelli stagionati.
Attualmente non esistono limiti specifici nell’UE per i livelli di aflatossina M1 nel formaggio, nonostante vi sia il potenziale rischio di superare i limiti massimi previsti per il latte.
Studio sul trasferimento dell’aflatossina M1 nei formaggi tradizionali
In un recente studio pubblicato sulla rivista Food Additives & Contaminants, Daou et al. hanno analizzato il trasferimento dell’aflatossina M1 da latte artificialmente contaminato verso prodotti lattiero-caseari tradizionali libanesi, in particolare Halloumi, Akkawi (formaggio bianco in salamoia), formaggio a doppia panna, Baladiyeh (formaggio bianco fresco), yogurt e Labneh (yogurt colato).
Sono stati misurati i tassi di trasferimento in salamoia, cagliata, siero e formaggio. Il valore più elevato, pari al 160%, è stato riscontrato nel formaggio a doppia panna, evidenziando come la concentrazione dell’aflatossina M1 possa aumentare significativamente in determinate tipologie di formaggio.
Metodi di analisi dell’aflatossina M1: immunoaffinità ed ELISA
Per l’estrazione e la concentrazione della tossina da matrici complesse come i formaggi, gli autori hanno utilizzato le colonne di immunoaffinità R-Biopharm Rhône AFLAPREP® M WIDE.
Per la rilevazione e la quantificazione dell’aflatossina M1, invece di un sistema HPLC con rivelazione in fluorescenza, è stata adottata una soluzione più economica basata su un saggio immunoenzimatico competitivo (RIDASCREEN® Aflatoxin M1).
La combinazione di:
– purificazione tramite colonne ad immunoaffinità ad alta efficienza
– analisi mediante kit ELISA
consente di ridurre il rischio di effetti di matrice e garantire misurazioni affidabili e accurate anche a basse concentrazioni.
Questa soluzione rappresenta un’opzione particolarmente interessante per laboratori di analisi alimentare con accesso limitato a strumentazione avanzata, che necessitano comunque di risultati conformi agli standard di sicurezza alimentare.
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