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Colonne a immunoaffinità – un cambio di paradigma nell’analisi delle micotossine
La disponibilità commerciale delle colonne ad immunoaffinità (IAC) per le aflatossine, circa 35–40 anni fa, ha rappresentato un vero cambio di paradigma nell’analisi delle micotossine in alimenti e prodotti agricoli. Nello stesso periodo, lo sviluppo dell’HPLC come tecnica cromatografica di routine nei laboratori di analisi alimentare ha permesso di integrare la purificazione mediante IAC con la rivelazione in fluorescenza (LC-FLD), offrendo un metodo versatile, semplice e altamente preciso per la determinazione dell’aflatossina B1 e delle aflatossine totali.
Nel marzo 2001 la Commissione Europea ha stabilito i tenori massimi di aflatossine in arachidi, frutta a guscio, frutta secca e cereali, nonché un limite per l’aflatossina M1 nel latte (Regolamento CE n. 466/2001). Questa normativa ha costituito il motore per l’istituzione di Metodi Ufficiali per le aflatossine, richiedendo studi collaborativi completi con il coinvolgimento di almeno otto laboratori. Tra il 1998 e il 2000 sono stati condotti studi collaborativi internazionali per fornire dati completi di validazione per le aflatossine in matrici quali burro di arachidi, pistacchi, pasta di fichi, paprika e alimenti per l’infanzia. I metodi IAC sono stati successivamente adottati dall’ AOAC International come First Action Official Methods e, in seguito, dal Comitato Europeo di Normazione (CEN) come Norme Europee (ad esempio EN 14123:2007).
R-Biopharm Rhône ha svolto un ruolo chiave in questi studi collaborativi, fornendo colonne IAC ai partecipanti e partecipando direttamente alle prove interlaboratorio. I Metodi Ufficiali definiscono specifiche minime di performance per le IAC, riconoscendo che non tutte le colonne sono equivalenti: differenti anticorpi e diverse tecnologie costruttive influenzano in modo determinante le prestazioni analitiche, incidendo su affidabilità e precisione.
Fin dalle prime applicazioni per le aflatossine, le IAC commerciali sono state sviluppate anche per altre micotossine quali ocratossina A, deossinivalenolo (DON), zearalenone, tossine T-2 e HT-2, fumonisine, sterigmatocistina e citrinina. Con l’evoluzione dei metodi, i regolamenti UE sono stati progressivamente aggiornati, ampliando sia il numero di matrici con limiti massimi sia l’elenco delle micotossine regolamentate. Il più recente Regolamento (UE) 2023/915 stabilisce i tenori massimi per aflatossine, ocratossina A, DON, zearalenone, fumonisine e citrinina — per le quali sono disponibili metodi IAC — oltre a limiti per patulina e alcaloidi dell’ergot.
Negli ultimi anni, i progressi tecnologici hanno incluso l’automazione completa dei metodi IAC mediante cartucce riutilizzabili, incrementando l’efficienza del laboratorio e garantendo maggiore affidabilità e riproducibilità. Lo sviluppo di colonne a immunoaffinità multi-micotossina consente oggi la purificazione simultanea di più tossine in un’unica procedura. Un esempio è DZT MS-PREP® di R-Biopharm Rhône, che contiene anticorpi monoclonali altamente specifici diretti contro DON, zearalenone e tossine T-2/HT-2. Un ulteriore esempio è 11+MYCO MS-PREP®, recentemente certificato da AOAC International con certificazione PTM (RI-112401) per un metodo di estrazione singola in grado di determinare le principali micotossine regolamentate in un’ampia gamma di matrici.
Nonostante le numerose pubblicazioni che descrivono approcci alternativi alla purificazione delle micotossine — dai kit rapidi ai biosensori portatili — la superiorità delle colonne a immunoaffinità rimane indiscussa. La produzione delle IAC si basa su tecnologie avanzate e su un’elevata competenza scientifica; tuttavia, dal punto di vista dell’utilizzatore, esse si distinguono per semplicità operativa, automazione dei flussi di lavoro e massima affidabilità nella fase di clean-up del campione.
Nel complesso, le colonne a immunoaffinità hanno superato la “prova del tempo”, dimostrando di fornire risultati accurati e precisi anche a livelli molto bassi, indipendentemente dalla complessità della matrice — prestazioni che difficilmente possono essere eguagliate da altre soluzioni analitiche.
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