I semi di sesamo (Sesamum indicum) vengono utilizzati, crudi o tostati, come ingredienti in prodotti di pasticceria, gelati, cereali e cioccolato e nella produzione di olio o pasta di sesamo. L’etichettatura del sesamo è obbligatoria nell’Unione europea, in Canada e in Australia.

L’allergia al sesamo è attualmente in crescita, perché il consumo di sesamo è aumentato di pari passo con la consapevolezza degli stili di vita e alimentari salutistici. Il sesamo è inoltre spesso usato nelle diete vegetariane. Esso può causare gravi sintomi da allergia come lo shock anafilattico. L’unica misura efficace per proteggere i pazienti sensibili dai sintomi allergici è evitare del tutto i cibi contenenti sesamo. Nell’Unione europea, in Canada e in Australia il sesamo deve comparire in etichetta sugli alimenti preconfezionati, dove è incluso nell’elenco delle principali sostanze che provocano allergie. Ad oggi, sette diverse proteine del sesamo sono state identificate come allergeni (Ses i 1-7). Il metodo più efficace per proteggere i soggetti sensibilizzati consiste nell’evitare del tutto gli alimenti contenenti sesamo.

Il sesamo può essere presente in vari prodotti alimentari come i prodotti da forno, le miscele per panificazione, i biscotti, il cioccolato o i dessert. Nei siti produttivi gli alimenti contenenti sesamo e quelli privi passano per le stesse catene di lavorazione. Non essendo dunque da escludere le contaminazioni incrociate, è necessario esaminare accuratamente gli alimenti prodotti.

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